Dott. Piergiorgio Martena

GNATOLOGIA

Gnatologia per chi vive fastidi mandibolari, bruxismo o tensioni al viso.

Uno spazio dedicato a chi desidera comprendere meglio disturbi legati alla mandibola, alla masticazione e all’articolazione temporo-mandibolare, e capire quando può essere utile una valutazione gnatologica.

Quando può essere utile una valutazione

Alcuni segnali meritano di essere compresi meglio.

Una valutazione gnatologica può essere indicata quando compaiono fastidi, tensioni o difficoltà che coinvolgono la mandibola, la masticazione o l’articolazione temporo-mandibolare.

Dolore o tensione mandibolare

Fastidio, rigidità o affaticamento nella zona della mandibola e dei muscoli del viso.

Bruxismo o serramento

Tendenza a stringere o digrignare i denti, durante il giorno oppure durante il sonno.

Click o rumori articolari

Scatti, rumori o sensazioni insolite durante l’apertura e la chiusura della bocca.

Difficoltà nella masticazione

Affaticamento, dolore o sensazione che il movimento mandibolare non sia fluido.

Mal di testa e tensioni ricorrenti

Cefalee, tensioni al viso, alla cervicale o dolore nella zona vicina all’orecchio.

Sensazione di chiudere male la bocca

Percezione che i denti non incontrino più nello stesso modo o che la chiusura sia cambiata.

La presenza di uno di questi segnali non indica automaticamente un problema specifico. La valutazione serve a comprendere meglio il funzionamento del sistema e a capire se siano necessari ulteriori approfondimenti.

Denti · Articolazioni · Muscoli · Lingua · Respiro · Postura

CHE COS’È LA GNATOLOGIA

La mandibola non lavora da sola.

La gnatologia è la disciplina che studia il funzionamento della mandibola e le relazioni tra denti, articolazioni temporo-mandibolari, muscoli e movimenti della bocca.

Una valutazione gnatologica non osserva quindi soltanto il punto in cui compare il fastidio. Cerca di comprendere come i diversi elementi del sistema lavorano insieme e se siano presenti tensioni, sovraccarichi o compensi.

La mandibola dialoga inoltre con la lingua, la respirazione, la cervicale e l’organizzazione posturale. Per questo sintomi apparentemente distanti possono richiedere una lettura più ampia, senza però attribuire automaticamente ogni disturbo alla bocca.

Prima di intervenire, è importante comprendere.

Come si svolge il primo incontro

Il primo incontro serve a ricostruire la storia dei sintomi, osservare il funzionamento della mandibola e comprendere quali eventuali approfondimenti possano essere indicati.
Si parte da ciò che la persona avverte: quando è comparso il problema, come si manifesta, quanto dura e quali situazioni sembrano modificarlo.

Vengono approfonditi eventuali trattamenti precedenti, traumi, disturbi dentali, abitudini di serramento o digrignamento e altri elementi utili alla valutazione.

Si osservano apertura e chiusura della bocca, movimenti mandibolari, articolazioni, muscoli e modalità di masticazione.
Al termine vengono spiegate le osservazioni emerse e, quando necessario, gli eventuali approfondimenti o passaggi clinici successivi.

Cosa può essere utile portare?

Eventuali esami, radiografie, referti, dispositivi già utilizzati e un breve riepilogo dei sintomi e dei trattamenti effettuati in precedenza.

L’ESPERIENZA CLINICA

È nella pratica che una visione viene davvero messa alla prova.

Dal 2012 lavoro come odontoiatra, ortodontista e gnatologo, occupandomi di diagnosi, pianificazione e gestione di casi clinici, sia nel mio studio sia come consulente presso altre realtà.

Il confronto con situazioni differenti mi ha permesso di osservare nel tempo non soltanto l’efficacia immediata di un trattamento, ma anche la sua capacità di mantenere un equilibrio stabile.

Ho visto sintomi migliorare e poi tornare, trattamenti tecnicamente corretti non stabilizzarsi e persone passare da un approccio all’altro senza riuscire a comprendere davvero il funzionamento del proprio sistema.

È anche da queste esperienze che è nata la necessità di un approccio più ampio, nel quale la mandibola non venga considerata come un elemento isolato.

Non partire soltanto da dove fa male, ma comprendere come sta funzionando il sistema.

Come lavora

Osservare il funzionamento della mandibola, dell’articolazione, dei muscoli e dei compensi.

Ridurre sovraccarichi e tensioni, favorendo una diversa organizzazione del sistema.

Comprendere come le forze vengono distribuite durante il movimento e la masticazione.

Valutare, quando necessario, percorsi ortodontici, protesici o funzionali.

Considerare anche gli elementi posturali e podologici quando sono realmente pertinenti.

Non tutte le persone hanno bisogno dello stesso percorso.

DOPO LA VALUTAZIONE

Una valutazione gnatologica può essere indicata quando compaiono fastidi, tensioni o difficoltà che coinvolgono la mandibola, la masticazione o l’articolazione temporo-mandibolare.

Indicazioni e osservazione

In alcuni casi può essere sufficiente ricevere indicazioni, modificare alcune abitudini e osservare nel tempo l’evoluzione dei sintomi.

Percorso funzionale

Quando emergono tensioni, sovraccarichi o difficoltà specifiche, può essere indicato un lavoro mirato sulla funzione mandibolare, sulla lingua, sulla respirazione o sulla regolazione neuromuscolare.

Percorso clinico

Nei casi che lo richiedono, il percorso può comprendere dispositivi progettati su misura, terapia fisica, ortodonzia, protesi o riabilitazioni funzionali integrate.

Ogni indicazione viene valutata caso per caso, evitando percorsi standardizzati o interventi non necessari.

Le valutazioni e gli eventuali percorsi clinici vengono svolti presso CDO Martena, lo studio odontoiatrico in cui l’approccio gnatologico si integra con le altre aree di cura.

Per alcune persone il primo passo può essere Jawareness®, un percorso dedicato alla consapevolezza mandibolare e alla comprensione delle tensioni e delle abitudini che coinvolgono mandibola, lingua, respiro e corpo.

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